Alla ricerca dell’immaginario alpino

Nelle Alpi esiste un tempo, non scandito dalle lancette dell’orologio, non compresso in un calendario, non soggetto a frenesia.
Esiste un tempo di attesa, di ascolto, di azione e di raccolta. Ogni tempo ha un suo spazio, un suo luogo, un suo incontro.
Il mezzo di trasporto, il tempo. Cominciamo il viaggio su questi binari!

immaginario alpino
Carro di legno con fascine, all’imbrunire, borgo di Rango, Giudicarie Esteriori, Trentino

Partiamo con le notti più buie, più cupe, più spaventose, notti dove il silenzio lascia spazio allo stridore degli spiriti maligni che vengono a portare via ciò che di male è stato fatto.
E’ il tempo di attesa, entro il quale tutto deve essere terminato, dove tutto si fa silenzio. E’ il passaggio dall’oscurità alla luce, un momento propiziatorio per il tempo che verrà dopo, un tempo preparatorio. Si lascia sfogare il maligno, lo si esorcizza. Rimangono tracce di un tempo, nascosto tra gli echi delle cime e i fumi dei piccoli comignoli delle case alpine, tra le fenditure di una stalla e il crepitare del focolare.