Kastelruth – La Sfilata dei Krampus

Siamo a Kastelruth sull’Alpe di Siusi, in Alto Adige e l’attesa dell’arrivo dei Krampus è forte. La Comunità predispone gli ultimi preparativi per l’evento, i bambini fremono correndo lungo i vicoli del paese. All’imbrunire tutto avrà inizio.

I Krampus sono i compagni di viaggio di San Nicolò, che reca in dono regali per i più piccoli, quelli buoni e bravi. E per quelli monelli? Ci sono i Krampus. Li rincorrono, li prendono e li infilano nella gerla per poi scomparire nell’oscurità.

Questo si narrava nelle valli alpine, alla luce di una fiammella, al calore della stalla, mentre le nonne giravano fra le mani il fuso per filare la lana.

Ecco un suono cupo in lontananza: un avvertimento. Sale un senso di timore, di angoscia per quello che verrà. Una compagnia di giovani ragazzi percorre le vie del paese; hanno in spalla dei grossi campanacci che fanno suonare a ritmo cadenzato per annunciare l’arrivo dei Krampus.

Così ha inizio la lunga sfilata di Krampus, 54 compagnie provenienti da Austria, Svizzera, Baviera e Italia. Ogni dicembre nelle notti più buie dell’anno, nelle valli delle Alpi orientali, si perpetua questa esorcizzazione degli spiriti delle tenebre. Creature che giungono dalle profondità del bosco. Assomigliano ai fauni; hanno piedi e corna di capra, pelo lungo e folto e grossi artigli. Portano con sé il fuoco e la gerla. Alla cintura vestono campanacci e sonagli e gridano danzanti. Recano in mano una frusta di saggina, con la quale percuotono chi si trova lungo il loro cammino, tingendogli poi la faccia di nero carbone. Le loro espressioni sono terribili, se di viso si può parlare.

Le compagnie si susseguono una dietro l’altra nella delirante frenesia dei Krampus e di coloro che li vogliono sfidare. Dietro a quella maschera o davanti ad essa nessuno ha la meglio, tutto inizia e termina in quell’istante. Rimangono nelle orecchie un’eco lontana di urla e stridori, nello sguardo il rosso del fuoco e sul volto la fuliggine dell’artiglio.

Sulla strada di casa una strana sensazione pervade l’anima, una soddisfazione inattesa, come se avessimo superato la prova.

Curiosità È una tradizione che ha le sue radici nella notte dei tempi e che vive ogni anno nella rappresentazione di giovani, ragazzi e ragazze, che offrono un legame col loro territorio in chiave moderna. Interessante quanto affascinante l’uso di elementi e strumenti, un tempo utilizzati in agricoltura, ai quali viene data una forma di vita nuova: la gerla, i vecchi motocoltivatori, la saggina.

Altri racconti e leggende riprendono una trama simile in cui altre figure, quali la Perchta, hanno però una connotazione prettamente femminile. Tra queste la più conosciuta ai giorni nostri è la Befana che a seconda dei luoghi assume sembianze e nomi diversi.

Attenzione Consigliamo la partecipazione di bambini di età superiore ai 5 anni. Il tutto poi dipende naturalmente dalla sensibilità e dalla consapevolezza che ogni bambino ha raggiunto rispetto alla rappresentazione di una realtà altra.

 

2 Comment

  1. Sviatlana says: Rispondi

    Sono una bambina più di 5 anni, direi proprio sette volte più di 5 ma arrivo di krampus temo anche io…. Comunque molto curiosa come leggenda.

    1. JoN says: Rispondi

      Ciao Sviatlana, mi fa piacere che anche tu sia rimasta bambina! Non ti preoccupare, le notti più lunghe dell’anno stanno per terminare! Domani è il solstizio di inverno, e le notti cominceranno lentamente ad accorciarsi! Buona lettura e buon viaggio, JoN

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