Caoria – Il Gran Falò dell’Orso

E’ la sera di fineanno e tutto nei dintorni è immerso nell’oscurità, macchiata qua e là, come la tavolozza del pittore, dalle luci delle case abbarbicate lungo i pianori della montagna. Arriviamo a Caoria nella Valle del Vanoi, nel Trentino Orientale, una piccola frazione del Comune di Canal San Bovo.

C’è silenzio, e il freddo aumenta quel senso di smarrimento che ti coglie all’arrivo, sulla soglia di un luogo altro. Cogliamo un lieve vociare, e lo seguiamo.

Nella piazza della frazione sono in corso gli ultimi preparativi per la fiaccolata prima del Grande Falò dell’Orso. Al centro è già pronto il braciere con la catasta di legna.

Orsi vengono chiamati gli abitanti di Caoria, che vivono all’ombra del monte Cauriol. Schivi e riservati, hanno mantenuto la tradizione del “Brusa la Vecia”, presente anche in altre località alpine, dando la propria impronta, quella dell'”Orso”.

Questo antichissimo rito, di origine pagana, fonda le sue radici nelle paure ancestrali dell’uomo che venera e teme Madre Natura, dalla quale dipende la sorte della sua vita. Non è semplicemente un rituale rivolto ad allontanare il maligno, ma anche un momento di passaggio tra il vecchio e il nuovo, tra il buio e la luce, tra la stagione in cui tutto tace e la stagione in cui la vita rinasce. Il fuoco che brucia simbolicamente il vecchio è luce, vita, il nuovo che si attende e che si spera sia buono.

Sulle orme di questo antico sentimento prendiamo parte al corteo che si snoda lungo le vie del paese. Ognuno con la propria fiaccola, in fila indiana. Il silenzio intona la sua voce al ritmo cadenzato dei passi lungo il ciottolato.

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I partecipanti più numerosi sono i bambini, a quelli più grandicelli è stata affidata la fiaccola, un piccolo segno di iniziazione verso l’età adulta, una responsabilità che sentono e non smentiscono nella serietà con cui presenziano a questo momento.

Nella piazza il corteo si fa cerchio attorno al braciere. Si attende che tutti abbiano preso posto.

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Il portatore dell’orso si avvicina alla catasta di legno. Ha inizio il Gran Falò dell’Orso.

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A seguire tutti gettano le fiaccole nel fuoco, aggiungendo così altra vita.

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Brucia l’orso di Caoria! Alla luce del fuoco si spegne all’istante quel mesto silenzio di timorosa attesa. Ha inizio il Nuovo!

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Curiosità: l’evento della durata di circa 2 ore, organizzato dalla sezione alpini di Caoria, inizia nella prima fascia serale, attorno alle 18.00. Solitamente la fiaccolata ha luogo nel bosco e il corteo è composto da 2 gruppi, uno a piedi e l’altro sugli sci; quest’anno non è stato possibile per l’alto rischio di incendio che l’evento avrebbe potuto scatenare. La prolungata mancanza di pioggia e neve che dura da circa 3 mesi ha reso il bosco molto secco.

Attenzione: adatto a tutte le famiglie con bimbi piccoli per vivere un fineanno insolito, ricco di emozioni, di attese e di stupore di fronte all’orso che non c’è e al fuoco grande che mamma e papà chiamano falò!

2 Comment

  1. Franca says: Rispondi

    Grazie!!!!! Le foto e il racconto mi hanno trasportato e mi hanno fatto sentire parte del corteo in fila con la fiaccola in mano. Ho quasi avvertito il calore del falò e
    l’emozione dei bambini davanti a questo spettacolo.

    1. Grazie a te! Mi raccomando non avvicinarti troppo al falò, potresti bruciarti! ; ) A presto con i prossimi viaggi nell’immaginario alpino Mirtis JoN

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