Dolomiti Orientali – Sulla “barca” verso i prati di San Giovanni

C’è un solenne silenzio di attesa nel bosco, mentre scricchiolano sotto i nostri piedi le foglie di faggio, avvolte dalla brina mattutina.

Siamo in una terra di mezzo tra il paese di Mezzano, nella Valle del Primiero, e gli alpeggi di alta montagna, dove si conduce il bestiame per il suo consueto soggiorno estivo. Siamo a mezza quota, come si dice in gergo montanaro; una terra di passaggio dove a fine primavera si preparano le bestie all’alpeggio e dove ristorano a fine estate prima di prendere la via della stalla.

Siamo lungo la “barca” verso la cresta di Cordognè. Tocchiamo la memoria di un mondo rurale, custode del bosco e dei pascoli. Non percorriamo un semplice sentiero, bensì la “barca”, un percorso quasi invisibile agli occhi, che consente di condurre il bestiame da un pascolo all’altro senza danneggiare l’erba del prato, risorsa preziosa nel lungo inverno primierotto. E’ il tracciato che segue la slitta carica di legna da ardere e del legname da trasformare.

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Saliamo e sentiamo quel profumo tipico di truciolo che inebria i nostri sensi.

Camminiamo lungo il crinale e sfioriamo con la mano il soffice manto del bosco, bagnato di rugiada, il muschio, che scalda le radici degli alberi in attesa della neve che tarda ad arrivare.

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Avanziamo sotto lo sguardo placido delle Pale di San Martino, e il cinguettio degli uccellini detta il ritmo al nostro passo.

Giunti sulla cresta di Cordognè, la vista si apre sui prati ornati del bianco della brina invernale, comunemente conosciuti come i prati di San Giovanni, a cui è dedicata la chiesetta omonima edificata nel 1514. In quell’incanto cogliamo l’eco dell’immaginario primierotto, festa di San Giovanni, il 24 giugno, qualche giorno dopo il solstizio d’estate, quando il sole cambia direzione donando nuovo vigore e vita alle erbe e alle piante.

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Risuonano nell’aria le campane di Mezzano volte a Mezzogiorno. Si spezza l’incantesimo.

Torniamo sulla “barca” e scendiamo per percorrere, adagio, a quattro ruote la strada nella quiete dei prati di San Giovanni allungando lo sguardo verso l’orizzonte disegnato dai boschi e inframezzato da baite in pietra, traccia del perpetuo incontro fra uomo e natura.

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Curiosità: il percorso si snoda fra sentieri, strade asfaltate e sterrato senza particolare fatica. L’intero tracciato dura dalle 2 alle 3 ore. La differenza di percorrenza dipende dal modo con cui ognuno gestisce il proprio ritmo di cammino, contemplando quindi anche delle soste più o meno prolungate e se accompagnati da piccoli camminatori intenti ad ammirare il sottobosco.

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Ideale per famiglie che adorano portare i piccoli.

Per maggiori informazioni: Azienda per il Turismo San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi

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