Gaetano Bernardi – Lea, storia di una bambina

“Come si chiama questa bimba?”

“Lea Vittoria!”

“Oh come la Lea di Rovereto! Era in un libro di scuola!”

“Davvero! E c’è ancora?

“Ma non credo! Era un libro di quando andavo a scuola io! Quindi ti puoi immaginare quanto tempo sia passato!” E un sorriso nostalgico dipingeva il viso delle nonne, che mentre viaggiavamo in passeggino per le vie del centro storico, si fermavano per un saluto a Lea Vittoria.

Poi, poco più di un anno fa, sul bancone di una libreria della città l’incontro con Lea, storia di una bambina, di Gaetano Bernardi. Non ricordo nemmeno il motivo per cui entrai in libreria, di sicuro so che ne comprai subito una copia.

Sarà per il nome che porta la protagonista; sarà perché il romanzo è ambientato a Rovereto; sarà perché finalmente posso dare un’immagine alla sua fama sepolta nei ricordi dei bambini di metà novecento! Sarà pure così, sta di fatto che l’ho letto tutto d’un fiato!

Questo romanzo nasce dalla mano sapiente dell’insegnante Gaetano Bernardi per amor di patria e dei propri valori. Siamo in una Rovereto spogliata dei suoi abitanti, internati nei campi profughi, e controllata dall’esercito austriaco durante la Grande Guerra. E cosa ci fa là una bambina?

Lascio alla tua curiosità la possibilità di trovare una o più risposte!

Certamente posso dire che per me è stata un’occasione per ricordare il mio passato, che è ora il presente di molti popoli in fuga. Un’opportunità per cominciare ad incontrare in profondità la mia storia. Un modo altro per viaggiare tra le vie della città dove vivo.

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