Blons – il Rito del Funkensonntag Parte II

E’ domenica mattina. Le campane della piccola chiesa di Blons suonano a festa. Il cielo è limpido e la neve fresca, caduta nella notte, riverbera la luce del giorno.
I preparativi per il Funkensonntag sono terminati, l’enorme catasta di legna è pronta per essere accesa e sulla sua cima attende il suo destino la Funkenhexe. Non rimane che attendere il calare della sera. Nel frattempo si svolgono altri piccoli riti propiziatori.
Al termine della messa domenicale si avvicendano per le vie del paese gruppi di bambini e ragazzi, quello delle femmine e quello dei maschi. Vanno di casa in casa ad augurare la buona sorte per l’anno che verrà. Ritorna il canto, quello augurale, di buon auspicio. Ogni gruppo recita il suo. Rimangono le tracce di un rito patriarcale. Solo i maschi recano con loro la lunga asta di legno di abete. Ogni bambino l’ha preparata con il padre nei giorni che precedono il fuoco purificatore. L’asta è abbellita con nastri colorati, gli stessi che adornano l’abete che dall’alto della catasta ha vegliato tutta la notte su Blons.
Sentiamo il campanello suonare. Sono arrivati. Marianne, la nostra ospite, prende un cesto di caramelle e delle monete e apre la porta di casa. Sull’uscio sentiamo intonare il canto delle bambine. E’ palpabile la loro gioia, trasmessa soprattutto da chi per la prima volta prende parte a questo rito. Un modo per affermare la propria presenza, il proprio esserci, il proprio far parte della comunità. Disposte a semicerchio cantano. Marianne ringrazia lodando la loro bravura. Allunga il cesto, sul quale non tardano ad arrivare le piccole manine che disinvolte scelgono la caramella che più le aggrada. Poi ognuna prende la propria moneta, 50 centesimi, come ha stabilito la comunità. Sibylle, la nostra accompagnatrice, racconta che saranno poi loro a decidere liberamente cosa fare della somma raccolta.
Rientriamo in casa. Il campanello suona di nuovo. E’ arrivato il gruppo dei bambini. La porta si apre, e intonano il loro canto. Sono allineati, ognuno con la propria asta. La partecipazione è sentita e la serietà con cui prendono in carico questo compito è esemplare. Si sentono investiti di qualcosa di particolare, sono consapevoli che stasera verrà scritta la sorte della nuova stagione.
Marianne porge nuovamente monete e caramelle che prontamente vengono afferrate. Un saluto e via verso la prossima casa.
Nel frattempo il cielo si è fatto plumbeo. Una folta coltre di nuvole avvolge la valle tutt’attorno. Il tempo sta cambiando: le ultime note dell’inverno che volge verso la fine.
Finalmente l’imbrunire! La comunità si raduna sulla strada principale del paese. La pioggerella mista a neve accompagna il corteo che lentamente sale verso la parte alta del villaggio alpino, dove ci sono i masi sparsi. Aprono la fila i bambini con le loro aste.
Giunti al luogo prestabilito, i bambini si radunano attorno al ceppo infuocato al quale far ardere la propria asta che sarà poi utilizzata per accendere il Funken, il loro e quello della comunità.

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Sono due infatti le cataste di legna, una piccola per i bambini e una grande con la Funkenhexe. Il rito è seguito nella sua interezza da un adulto, il Funkenobmann, incaricato di seguire e dettare tempi e modalità di esecuzione dell’evento.

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Lui dirige, dalla scelta della legna da raccogliere ai lavori di realizzazione delle cataste.
Il momento atteso è arrivato. Il Funken, scintillante e crepitante, arde.

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Tutti col naso all’insù, sotto audaci fiocchi di neve, lo guardano. Nel silenzio della sera il fuoco divampa, il calore si propaga e di improvviso un’attesa di sospensione coglie gli spettatori.

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Gli occhi fissano la Funkenhexe. Rimane da sciogliere ancora un interrogativo, prima che l’inverno possa dirsi realmente passato. “Brucerà la strega?” Se così non fosse, non sarebbe certo di buon auspicio e ricorrere ai ripari diventerebbe quindi d’obbligo.
“E’ ancora successo?”
“Non a Blons!” risponde prontamente il Funkenobmann.
“E se succedesse?” incalzo incuriosita.
“Non c’è altro da fare che organizzare i funerali e seppellire l’inverno con la strega per essere certi del loro trapasso!”
Le fiamme raggiungono la Funkenhexe. Sì, la strega brucia e anche per quest’anno la primavera porterà con sé nuova vita!

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Buona vita a tutti!

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