Colline Nere – Che cosa rimane di Cavallo Pazzo e del suo popolo?

Pahá Sápa, Colline Nere, in lingua Lakota. Questo il luogo più caro e sacro ai Lakota Siuox. Qui Cavallo Pazzo crebbe in saggezza e libertà.

Mentre cavalchiamo la nostra berlina, ci addentriamo in questa terra ricca di spiriti, testimone di una storia di lotta, di conquista, di autodeterminazione di un popolo.

Facciamo silenzio.

Lasciamo che lo spirito del luogo penetri nello sguardo, nelle orecchie, nel tentativo di comprendere, una volta di più, le ragioni dell’uomo, quello nativo americano e quello bianco, arrivato dall’est, da oltreoceano.

E’ vero!

La fitta foresta di conifere, che fiera si staglia verso il cielo, sembra incombere minacciosa apparendo in lontananza così scura. Riflette la sua forza nelle acque fresche dei laghi e dei fiumi.

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Ecco perché incute tanto timore, quanto rispetto!

In sé racchiude ricchezza, nel tempo saccheggiata e sfruttata. Nel suo cuore si scatena la cupidigia umana, ricurva su sé stessa alla ricerca di quel minerale così prezioso! L’oro, che stordisce e abbaglia!

E lì, nel cuore di Pahá Sápa, troviamo il Monte Rushmore, modellato dalla stolta mano dell’uomo: i volti di 4 presidenti americani, George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. A imperitura memoria del saccheggio perpetrato nei confronti dei Lakota Sioux.

E continua lo sfregio a colpi di martelli e mazzuoli, su un’altra splendida facciata della catena montuosa delle Colline Nere: il monumento a memoria di Cavallo Pazzo.

Inevitabile, ma sorge in noi prorompente la domanda:

E’ questo il sogno di Cavallo Pazzo?

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Non osiamo rispondere.

Rispettiamo il buon sentimento con cui il suo popolo sta realizzando questo progetto. Una luce, quell’oro, quello spirito, di cui hanno bisogno per riappropriarsi del suo stesso spirito, di popolo.

All’imbrunire, lasciamo alle nostre spalle le Colline Nere, e il cuore impavido di Cavallo Pazzo, che solo lì in quei boschi lussureggianti, selvaggi e liberi trova dimora.

E ci appare, ancora, all’ultimo raggio di sole, d’improvviso, il suo spirito nelle sembianze leggendarie della Torre del Diavolo.

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