G. Biancardi – Il mio nome è Aida

“No, no, non può finire così! Non voglio!”

penso, mentre scorro velocemente con le mani alcune pagine indietro. Sono certa di aver saltato quella pagina. Ne sono convinta.
In quell’istante mi accorgo di essere con Aida, ho in me la sua speranza.

La storia di una famiglia della provincia mantovana, semplice, vera, genuina come i turtlen. Punto di osservazione gli occhi di Aida non ancora ventenne, sorella maggiore di 7 fratelli. La sua mente, il suo pensiero, le sue paure, il suo amore per la verità e per la vita dipingono il ritratto della famiglia Cartani. Uno spaccato d’Italia a misura familiare durante il regime fascista. Gli eventi storici si intrecciano con quelli di una ragazza, figlia, sorella, madre e sposa.

Ecco la mia rivelazione.

Oltre le avversità della vita, oltre le atrocità del secondo conflitto mondiale, rimane, intatto, quell’impudente quanto tenace soffio di speranza, carico di amore, onestà e fedeltà! La foto dell’amato che si fa presenza costante, fino alla fine, quando quel soffio si fa alito di vita in un mondo altro, oltre la morte.

Quel soffio di speranza guida la mano dell’autore, Gabriele, suo nipote.

Ora quella speranza è fra le mie mani nelle sembianze di un libro, per rimanere intatta. Ancora. Sempre.

Aida_EdizioniMinerva

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